sabato 16 giugno 2007

EUGENIO LUXARDO

EUGENIO LUXARDO
DOTTORE ARCHITETTO
eugenio.luxardo@tiscali.it

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Eugenio Luxardo

Nasce ad Alessandria d'Egitto nel 1929 e si laurea a Milano nel 1960 al Politecnico di Milano. Nello stesso anno é abilitato
all'esercizio della Professione di Architetto.
Nel 1961 progetta e dirige i lavori di tre palazzine a St.Moritz-Svizzera.
Nel 1964 vince il concorso pubblico per titoli ed esami , bandito dal Comune di Milano e vi resta per tutta la carriera
professionale eseguendo incarichi di direzione lavori e progettazione nel campo dell'edilizia residenziale, scolastica e speciale.
É iscritto all'albo degli Architetti della Provincia di Milano al n° 758 dal 1961, all'albo dei consulenti tecnici d'Ufficio del Giudice di Milano dal 1967 , all'albo dei collaudatori della Regione Lombardia dal 1984.
Fra le opere realizzate vanno ricordate la progettazione esecutiva e la direzione lavori nel 1970 del centro sociale Sant' Ambrogio e nel 1980 del centro sociale di via Oglio su progetti d'appalto comunali.
- Dal '70 all'82 soprintende ai lavori di M.O. e M . S.G. dei quartieri del Comune di Milano in gestione all'allora I.A.C.P.M. ora A.L.E.R..
- Nel 1971 assume la direzione lavori e progettazione esecutiva della ristrutturazione del palazzo di piazza Castello 3.
- Dal '73 al '77 assume la direzione lavori delle scuole di via Zuara , via Giambologna , via Lorenteggio e via Pepe.
- Nel 1978 assume la Direzione dei Lavori della costruzione dell'edificio residenziale di corso Garibaldi 111 a Milano su progetto dell'Architetto Arturo Cecchini .
- Nel 1978 esegue il progetto e la direzione lavori del nuovo edificio residenziale di via Conchetta 14.
- Nel 1979 é responsabile della direzione lavori e progettazione esecutiva della ristrutturazione degli edifici del "BECCARIA" e della nuova costruzione dell'aula giudiziaria denominata TOBAGI di piazza Filangeri.
- Nel 1980 assume la direzione dei lavori e la progettazione esecutiva delle due torri residenziali in via Alex Visconti al Quartiere Gallaratese.
- Nel 1981 esegue la progettazione esecutiva e la direzione lavori di ristrutturazione dei palazzi di via Palermo, viale Pasubio e via Anfiteatro in Milano .
- Dal 1981 sino al 1984 viene incaricato della progettazione e direzione lavori delle opere di ristrutturazione della Triennale di Milano.
- Nel 1986 esegue il progetto di ristrutturazione dell'edificio di viale Jenner 54.
Contemporaneamente a detti lavori ha effettuato vari collaudi tra i quali nel 1977 quello della casa albergo di via Madonnina 6 e nel 1986 quello dell'edificio residenziale nel Comune di Bareggio.
- Dal 1984 al 1994 è stato consulente tecnico del Comune di Milano avanti al Tribunale di Milano in varie cause e membro di commissioni Tecniche edilizie in problemi ambientali ed urbanistici.


1 pianta dell'edificio residenziale di via Conchetta 14
vista dell'edificio residenziale con negozi di
via Conchetta 14.


alzato dell'edificio residenziale con negozi di via Conchetta 14.



pianta del centro sociale di via Oglio.


vista del centro sociale di via Oglio.



Riflessioni sul mio viaggio a Delos al centro delle Cycladi
DUE CITTA' in due MONDI DIVERSI
Non voglio dire che i miei amici archeologi italiani siano migliori di quelli francesi uniti ai greci o viceversa, però a tutti manca ancora qualcosa, qualcosa di veramente EUROPEO !
Non siamo tutti pronti a controllare i nostri limiti, le nostre presunzioni, i nostri orgogli, le nostre esperienze, forse per i nostri pregiudizi culturali, rancori o invidie represse.
Mi riferisco alle mie riflessioni che ho voluto fare in occasione dei miei ultimi sopralluoghi all’isola di Delo al centro delle stupende isole Cicladi, circondate da un mare di un azzurro meraviglioso, in logica contrapposizione con il nostro gioiello indimenticabile :“Elia Tiburtina” chiamata : “villa Adriana”.
--- DELO, il SANTUARIO d’APOLLO, fa parte del patrimonio internazionale dell’UNESCO, è la città nata nell’isola sacra ad Apollo, é una città ormai completamente distrutta e disabitata (16 soli abitanti addetti alla sorveglianza, al museo, all’archeologia e al turismo). Non risulta l'esistenza di proprietà privata.Un sito archeologico arido, anche per l'insufficenza attuale d'acqua. Un tempo ben servita dal corso d'acqua INOPO che proveniva dal monte CINTO e formava cisterne e piscine, nonchè il LAGO SACRO con la PALMA SACRA. Ora DELO é invasa da folle di turisti meravigliati, disorientati, affaticati che non riescono ad approfondire la loro visita, neanche con le loro economiche o costosissime macchine fotografiche digitali. Spesso sbagliano i loro “punti di vista” o la scelta dell’oggetto. DELO è una città archeologica della quale rimane relativamente poco per chi cerca solo i paesaggi, mentre per gli studiosi, invece, é una città che può dare moltissime emozioni e sollecita ad approfondire le loro ricerche. La città fu distrutta da Mitridate nell’88 a.C.. Attualmente sono ben evidenti i resti dei vari porti (quello sacro, quelli commerciali, quello militare romano).
In zone ben delimitate si scoprono i resti di edifici religiosi, pubblici, commerciali, palazzi e abitazioni ove si sente ancora , tra i bellissimi mosaici, il lusso e la ricchezza. Si possono notare i resti di templi dedicati a varie religioni, resti di teatri, dell’ ippodromo, dello stadio. Era una città eclettica di circa 65 ettari in un isola di 340 ettari. Un città i cui resti sono ben conservati e “ricollocati” . Si sente l’impronta dell’archeologo francese della scuola di GASTON MASPERO nonchè della cultura ellenica e della tradizione mediterranea.
Non è poco !
--- La “ELIO TIBURTINA”, invece, rivela nella sua conservazione attuale, il carattere italiano, nel rispetto della magnificenza della “ROMA IMPERIALE”, nella sensibilità del progettista e nella difficoltà di ricostruire, con grande attenzione, persino le ricchissime zone a verde con le relative fontane ed essenze naturali. Sotto il nome di “villa ADRIANA” la “Elia Tiburtina” fa parte dal 1999 del patrimonio internazionale dell’UNESCO. L'idea di sede di riposo e di studio sarebbe venuta ad Adriano, non ancora imperatore sin dal 100 d.C., l'anno del suo matrimonio. La città, invece é stata pensata e realizzata, in pochi anni, sino alla sua morte nel 138 d.C., una volta divenuto imperatore. Adriano, discendente da senatori di Scipione l’Africano, residenti in Spagna, amante della cultura ellenica, fece realizzare edifici, biblioteche, giardini, fontane, palazzi, teatri. Una vera città a vari livelli paragonata alla VERSAILLES di Luigi XIV. Questa magnifica città, di cui ci rimangono importantissimi resti archeologici, ben tutelata e conservata dalla nostra Soprintendenza ai Monumenti, è stata nei vari secoli ammirata , ma“smontata” e distrutta da vandali e costruttori, che hanno rubato marmi, colonne, capitelli per costruire altre ville. Di questa città, che occupava oltre 120 ettari, senza contare i terreni di caccia dell'imperatore Adriano e della sua corte, sono stati acquisiti dallo Stato Italiano solo 80 ettari. Il resto della città, tagliata a metà, come una mela marcia, é rimasta di proprietà privata con vicoli urbanistici assai discutibili. Dubbi e difficoltà sembrano persistere nella predisposizione e compilazione degli elenchi descrittivi necessari per le notifiche.



Dott.Architetto Eugenio Luxardo
Via Giuseppe Frua, 16 Milano 20146

eugenio.luxardo@tiscali.it



DELO la città dell'isola sacra ad APOLLO
di Eugenio Luxardo (*)

L'isola di DELO è uno dei più significativi ed importanti siti archeologici della Grecia.
E' una piccola isola granitica, rocciosa ed arida nell'arcipelago delle Cicladi, con una superficie di circa 5 kmq, (lunga non più di 5 km e larga non più di 1,3 km), con terreno movimentato da colli ed alture di varie quote e dolci pendenze, circondata da magnifiche insenature e piccoli golfi bagnati da un mare di un azzurro incantevole.
Dal monte CINTO di circa 110 metri nasce il torrente INOPO che sfocia nel golfo di Scardanà, ove sorgeva il primo porto di DELO.
I Carii sarebbero stati i primi abitanti di DELO.
I Micenei verso il 1500 a.C. avrebbero iniziato l'insediamento nella zona del golfo di Sarganà, il primo porto di DELO .
Verso il 1000 a.C. gli Ioni svilupparono
l' urbanizzazione introducendo il culto di Apollo.
Secondo la mitologia APOLLO era figlio del dio ZEUS e della bella mortale LATONA, che lo generò con la gemella ARTEMIDE nell'isola di DELO.
In quest'isola LATONA avrebbe trovato rifugio per fuggire alla tremenda vendetta di ERA moglie di ZEUS.
La figura di Apollo personificava, più di ogni altro DIO ellenico la divinità nei suoi rapporti con gli uomini, con il cosmo e con tutti gli altri DEI. Si dice che APOLLO rese così sacra DELO che nessun nemico per più di quattro secoli osò violarla.
Nel 700 a.C. il SANTUARIO di Apollo passa sotto il controllo di Naxos, ed è il centro religioso più rispettato, ove si rende onore ad Apollo con feste, inni, danze, sacrifici e giochi .
Nel 550 a.C. Policrate conquista le Cicladi, ma rispetta la santità di DELO.
Nel 540 a.C. Pisistrato effettua la prima "purificazione" con la rimozione delle tombe.
Nel 478 a.C. gli Ateniesi fanno di DELO il centro della Lega di Atene, nel tempio di Apollo veniva custodito il tesoro.
Nel 426 a.C. venne effettuata la seconda "purificazione", in seguito all'epidemia
provocata dalla guerra del Peloponneso, attribuita all'ira di Apollo.
A DELO, "nessuno doveva morire né dare alla luce un figlio, se non fosse stato portato prima nella vicina isola di Renea, perché i morti avrebbero contaminato la sacralità del Santuario di Apollo, Dio della luce".
Per gli abitanti di DELO, diventando difficile nascere e morire, incominciava
l'esodo.
Nel 422 a.C. tutti gli abitanti di DELO vennero esiliati dagli Ateniesi . Verranno sterminati in Asia minore ove si erano rifugiati. Solo pochi riusciranno a tornare nell'isola l'anno successivo.
Con Filippo il macedone ed Alessandro Magno dal 314 a.C. l'isola ottiene maggiore libertà ed un grande sviluppo economico con commercianti orientali, italici ed ellenici.
Soprattutto in epoca romana dal 250 a.C. sino all' 88 a.C., DELO diventa "porto franco", centro cosmopolita ed il più importante porto commerciale dell'Egeo, con una città ricca che rispetta le tradizioni della saggezza greca, gli usi e costumi sociali, religiosi, commerciali e culturali di tutte le province dell'impero romano. L'isola incominciava a "far gola" ai pirati.
Nell' 88 a.C. la flotta di Mitridate saccheggia l'isola e distrugge la città, i ricchi l'abbandonano a poco a poco. Inizia la decadenza , da allora l'isola si spopola rapidamente e perde la sua storica importanza. Roma tenta ancora di proteggere DELO e quel poco che ne rimane.
Le scorribande dei pirati continueranno sino alla sua completa distruzione.
Nel diciasettesimo secolo gli europei incominciano ad interessarsi dell'archeologia dell'isola e nel 1873 iniziano gli scavi.

Attualmente DELO è disabitata ,
ospita un museo, ha un attività archeologica intensa ed è oggetto di continue escursioni turistiche.
DELO conserva i resti di una città che nei secoli è andata espandendosi ed arricchendosi con fiorenti palazzi, un Santuario tra i più famosi dell'antichità, luoghi sacri di varie religioni, zone commerciali residenziali e pubbliche, porti commerciali e religiosi, stadio, ippodromo, teatro.
DELO diviene centro - emporio ricchissimo dell'Egeo, anche e soprattutto per il suo Santuario. La sua città deve ritenersi l'espressione più caratteristica dell'urbanistica delle città greche più arcaiche a espansione policentrica e spontanea.
Infatti la struttura urbanistica della città col suo carattere a sviluppo spontaneo policentrico, denota la chiara mancanza di un preciso progetto originario.
La conformazione dell'isola con i suoi dislivelli quello verso nord-est della zona dell'ippodromo e dello stadio e quello a sud-est del teatro e del monte Cinto, nonché la natura granitica dell'isola, hanno permesso e facilitato l'evoluzione spontanea della città di DELO che occupa un territorio di oltre 65 ettari (500 m x 1300 m poco più del 10 % dell'isola, esclusi ippodromo e stadio). Sono evidenti i concentramenti delle agorà, templi, strade sacre, porticati distribuiti ovunque. Sono evidenti, pure, i concentramenti dell'edilizia residenziale e commerciale, qualificati per ceto e per censo, serviti ognuno dal proprio porto.
Il porto più antico, nel golfo di Scardanà, serviva la zona dei palazzi pubblici e privati, la più ricca e la più vicina al Santuario ed al "Lago Sacro" o "Trocoide" .




Soprattutto nelle zone residenziali e commerciali, è evidente la preminenza dell'interesse privato sull'interesse pubblico.
Tutte le zone si sviluppavano per il più facile sbocco verso le proprie zone portuali. Non sono state ancora identificate le zone militari romane, mentre sono chiaramente evidenti i resti del muro romano di fortificazione edificato nel 69 a.C. da G. Valerio Triario lungo il lato nord - est della città .
Dal cosiddetto "porto Sacro" si giungeva alla piazza del mercato, centro commerciale, anche degli schiavi, che serviva le navi con un rapido ed immediato rifornimento.
Dalla piazza del mercato si sviluppa la zona del SANTUARIO al quale si accedeva attraverso la via Sacra (Dròmos) larga 13 metri fiancheggiata ad ovest dal portico di Filippo ed a est dal portico di Attalo I destinato ad attività commerciali.
Più ad est si sviluppava l'Agorà dei Delii con portico, un tempo, a due piani con colonne doriche al piano terra e colonne ioniche al piano superiore.
La "via sacra" conduce al Santuario di DELO attraversava i Propilei ingresso principale del Santuario.
Il Santuario ben delimitato da murature ed edifici che permettevano pochi e stretti accessi, era costituito da un insieme di edifici, soprattutto religiosi, (oltre che Oikoi, Thesauroi, Bouleuterion, Prytaneion, Pythion, Neorion, ) costruiti, distrutti e/o restaurati nei vari secoli successivi, sparsi nella vasta area del Santuario stesso, che occupa un area di circa 2,7 ettari (175 m x 155 m circa).
I tre templi dedicati ad Apollo : il tempio dei Delii, il tempio degli Atenesi, il tempio detto di Pisistrato, tutti esposti ad ovest, verso il mare, si trovano a destra del percorso che proviene dalla via Sacra e si dirige verso nord all'esterno del Santuario.
Subito fuori dal Santuario a sinistra si trovano i resti della grande "Sala ipostila" (circa 56 m x 34 m) dedicata ad Apollo dai Delii .
Ovunque sono presenti resti di statue colossali, enormi basamenti di colonne e di altari. Altri resti di statue sono sparsi in vari musei del mondo.
Avvicinandosi alla via dei famosi Leoni troviamo ad ovest i resti di un "edificio destinato a botteghe", ( 20 metri x 40 m.) ed ad est l'"Agorà degli Italici" una delle più grandi costruzioni di DELO, (100 m x 70 m circa), realizzata dai Romani attorno al 100 a.C. e restaurata verso il 50 a.C. dopo una prima distruzione .
Si ritiene fosse luogo di riunione, con palestra, terme e sale banchetti, ricche di mosaici.
Proseguendo lungo la via che conduce al porto di Scardanà a destra si estende il grande "Lago Sacro" di DELO con la "palma" ove sarebbe nato APOLLO e a sinistra si ergono i famosi Leoni di DELO di marmo bianco.

Tra il "lago Sacro" e l'antico porto di Scardanà, ove sfocia il torrente INOPO, si sviluppa la "zona della collina" o zona dei palazzi pubblici e sedi di ricchi privati, come l'edificio dei "commedianti", il circolo dei "Posidoniasti di Berito" centro degli armatori, albergatori e ricchi commercianti, la "Palestra di granito", la "Palestra del Lago", il palazzo del "Diadoùmenos di Policleto", l'"Agorà del Lago" e la "casa del Lago" una delle più eleganti di tutta DELO.
La città di DELO si è, quindi, sviluppata inerpicandosi ed adagiandosi lungo le curve di livello ed i movimenti naturali della roccia.
Lungo il pendio a nord - est, a quota 10 metri vi sono i resti dell'ippodromo e poi più scavato nella roccia a quota 20 m. i resti dello stadio, che risentono dell'impronta Romana.
Poco più in là, in vista del golfo di GURNA, notiamo i resti della piccola Sinagoga, del I secolo a.C. sino al II secolo d.C., curata dagli Ebrei attratti dalla ricchezza della città.
L'esigenza di creare nuovi spazi per le abitazioni e per il commercio, che diventava sempre più prosperoso, fece affrontare interventi urbanistici di grandi proporzioni nei vari periodi di prosperità.
Così la città si espande verso sud del Santuario, lungo la salita che conduce al Teatro.
La zona è detta : "quartiere del Teatro" o zona "residenziale sud" occupa una superficie di circa 6 ettari (300 m x 200m) ed è costituita da pochi "grandi isolati" di case a cortile interno a peristilio, con laboratori e negozi.
Una " strada centrale" tortuosa , che inizia dalla piazza del porto commerciale della "via Sacra", serve tutto il quartiere e giunge sino all'enorme piazzale del
Teatro.

Altre piccole vie e vicoli ciechi privati, danno accesso alle varie case .
E' evidente una struttura urbanistica labirintica a difesa dalle incursioni dei pirati. Molte case di questo quartiere, (ove si sente la presenza del ricco commerciante e del ricco artigiano che amano il proprio mare), col tempo si abbelliscono con colonnati a più piani, mosaici e statue, in parte conservati nel
museo di DELO.
Sul piazzale del Teatro, è posizionata la c.d. "cisterna del Teatro", che serviva tutto il "quartiere ". Detta cisterna è costituita da otto arcate realizzate con conci di granito perfettamente squadrati del tipico "arco romano".
Il Teatro è a "struttura greca", scavato nella roccia granitica, serviva oltre 5000 persone, è diviso in sette porzioni da otto ripide file di gradini, con una spettacolare vista verso il mare.
Più in alto si trovano altri edifici a carattere alberghiero con proprie cisterne e piscine, come la "casa delle maschere", la "casa dei delfini", la "casa di Hermes" da dove sgorga ancora dalla roccia l'acqua dell'INOPO, che si credeva provenisse dal Nilo per via sottomarina.
Tutti i muri di DELO risultano costruiti con grossi blocchi di granito e gnèiss rettangolari di varie dimensioni, squadrati a fasce parallele orizzontali, riempite negli spazi vuoti da conci irregolari di pietra di colori e consistenza diversi. Continuando la salita, a quota 40 si raggiungono il Santuario delle Divinità Egizie, e poi quello delle Divinità Siriache con inserito un piccolo teatro.
A quota 55, dopo un ripida scalinata, notiamo l'"Antro del CINTO", forse il primo santuario di Apollo, coperto da enormi blocchi di granito sistemati ad angolo, come per "la porta di Micene", sovraccaricati da massi enormi di pietra per tutta la profondità dell'antro.

Le ricerche archeologiche e gli studi relativi proseguono sotto il controllo della Soprintendenza alle Antichità Ellenica e del Ministero della cultura della comunità Europea, nonché della scuola Archeologica Francese.






La città ROMANA di SESSA AURUNCA
SESSA AURUNCA è una cittadina in provincia di Caserta, dalla quale dista 44 km a nord ovest, posta sulle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, a circa 203 metri sul livello del mare, conta circa 22.800 abitanti, è vicina a GAETA, a TEANO, all'Autostrada del Sole ed alla linea ferroviaria Roma - Formia - Napoli, nonché alla S.S. Appia ed alla S.S. Domitiana.
E’ un notevole punto di riferimento culturale e commerciale della zona.
Sessa Aurunca, tradizionale centro di studi, dispone di molte scuole, come il Liceo Classico, il Convitto Nazionale e l'Istituto d'Arte nato per la valorizzazione di un antico e caratteristico artigianato locale.
Si trova al centro della fertilissima zona collinare del fiume Garigliano, con una produzione agricola altamente differenziata e particolarmente apprezzata, soprattutto per quanto riguarda olio e vino, noti già nell'epoca romana, con tracce nel territorio di insediamenti produttivi di età imperiale.
L’attuale SESSA AURUNCA, ebbe il suo periodo di massima floridezza in età repubblicana e nella prima età imperiale romana.
SESSA AURUNCA rappresenta un “punto” fondamentale nella nostra storia italiana, con una struttura urbanistica a carattere medievale, su radici romane e pre-romane. Ogni secolo passato ha lasciato la propria impronta in monumenti di notevole importanza ed interesse storico ed artistico : come la superba Cattedrale Romanica, senza dubbio il più importante monumento di Sessa costruita nel 1103 , il teatro greco- romano, il criptoportico, Castello Ducale, sui resti romani, il ponte romano sul rio Travata.
o foto del ponte degli AURUNCI

LA STORIA
Gli AURUNCI, sin dal IX sec. a.C , ed erano in buoni rapporti con le colonie greche della costa e si insediarono sulla collina dell’attuale SESSAAURUNCA dopo la distruzione di AURUNCA da parte dei Sidicini nel 337 a.C..
Nel 313 SESSA AURUNCA diventa colonia di diritto latino "ager populi romani". Nel 200 a.C. era in pieno sviluppo sociale ed economico.
Nel 90 a.C. diventa un notevole centro militare, commerciale e rurale e diviene: "municipium" romano.
Nel 20 a.C. AUGUSTO nomina SESSA AURUNCA : “Colonja Julia Felix Classica Suessa”.
Verso il 120 d.C. l’ imperatore ADRIANO, amante della cultura greca, si interessa SUESSA e del suo sviluppo urbanistico .
Nel 313 d.C. inizia la libertà di culto per i cristiani.
I Longobardi occupano la città , che poi passa al ducato di Benevento.
Verso la fine dell’800 SUESSA subisce le incursioni dei saraceni.
Nel 1060 i NORMANNI conquistano SUESSA, che nel 1220 giura fedeltà a FEDERICO II.
La città segue le vicende storiche di Capua, Salerno, Benevento e Gaeta.
Nel 1374 la città è elevata a Ducato con MARZANO.
Nel 1507 la città passa a Gonzalo Fernandez de Corduba.
Nel 1541 inizia l’espulsione degli ebrei da Sessa.
Nel 1595 il brigantaggio si sfoga.
Nel 1647 Domenico Colessa occupa la città, che successivamente viene liberata dai sessani e dai cascanesi.
Dopo il terremoto del 1688, con le ristrutturazioni, Sessa riceve un impronta barocca.
Nel 1729 Filippo De Fortis diviene stimato consigliere di Carlo III.
Nel 1787 W. Goethe passa per Sessa e la definisce: “una città allungata che dà piacevolmente nell'occhio”.Nel 1797 Sessa è quartiere generale delle truppe di Re Ferdinando IV.Nel 1808 Gioacchino Murat è a Sessa.
Nel 1831 Ferdinando II dichiara Sessa quartiere Generale.Nel 1860 il Re Vittorio Emanuele II in località S. Agata a sud di Sessa installa il suo quartiere generale.Nel 1864 Sessa diviene "SESSA AURUNCA".
Nel 1943 la zona con Monte Cassino subisce la tragedia dell’ultima grande guerra.

GLI AURUNCI gli AUSONI e i SIDICINI
Gli Ausoni e gli Aurunci erano due popoli di stirpe comune di origine indoeuropea, la cui presenza in Italia si ritiene risalga al 1000 a.C..
L’Ausonia occupava l’ampio territorio che nell’Italia pre – ellenica e
pre - romana, andava dal Basso Lazio fino allo Stretto di Messina.
L’Ausonia verrà identificata con l’Italia intera e con tutti gli Italici, simboleggia il Meridione d’Italia nelle sue radici e viene unita all’ immagine di FEDERICO II, grande sovrano del Sud Italia.
Gli Aurunci si stanziavano in cima alle colline, con strutture a carattere difensivo. Gli Aurunci si allearono con i Sanniti, contro i Romani e questa alleanza costò carissima agli Aurunci.
Il territorio degli Aurunci occupava , i monti Aurunci ed una più vasta zona di Rocca Monfina, , in seguito arretrarono verso il sud, sino il monte Massico, il mare e la parte settentrionale del Volturno.
Il territorio dei Sidicini, nemici degli Aurunci, si trovava più a nord - est e occupava la zona di Teano, Caianello, Pietramelara, Vairano, Calvi Risorta. La Capitale dello Stato dei Sidicini era Teano, in lingua osca: Teianud Sidikinud.
I Sidicini si scontravano, spesso, contro i Sanniti dei monti, contro i Caudini e contro gli Aurunci, pur cercando di mantenersi indipendenti, aiutati dagli Oschi e Campani, che abitavano la zona di Capua a sud del Volturno, Verso il VI sec. a.C. la colonia latina di SUESSA POMETIA, che si era alleata con gli Aurunci, si arrese alle legioni romane, ma i romani non risparmiarono né le persone né la città. I notabili vennero decapitati, i cittadini resi schiavi, la città rasa al suolo.
Successivamente, i romani distrussero le città della PENTAPOLI AURUNCA “federazione delle città aurunche”: AUSONA, MINTURNAE, SINUESSA, SUESSA E VESCIA.Solo nel 313 a.C., alla fine della II guerra sannitica, i romani riuscirono a stabilire il loro dominio su tutte quelle terre.

IL COMPLESSO ARCHEOLOGICO
Il complesso archeologico di SESSA AURUNCA è costituito dai resti dell' antica SUESSA, colonia romana e ricca città d’epoca repubblicana ed imperiale. Essa era chiusa dalle mura aurunche-romane, di cui rimangono pochi ma significativi resti. La città romana di SESSA AURUNCA, all'interno delle proprie mura, conserva ancora, anche se stravolta dai secoli, le tracce viarie a carattere romano : il cardo ed il decumano. Il cardo, nord - sud coincide con l’attuale corso LUCILIO. Il decumano passava , ortogonalmente al cardo, a fianco dell’attuale chiesa di sant’Anna.
Si ritiene che il FORO ROMANO si sviluppasse tra i giardini dell’ attuale Villa Comunale e la chiesa di S. Anna in Piazza Tiberio. In questa piazza, ancora oggi, possono essere visitati i resti di muri romani e di locali già ritenuti appartenenti ad un edificio termale a quota meno 10 metri circa, corrispondente al piano quota 0,00 dell’allora FORO ROMANO.
Procedendo verso nord, attraverso cardo si usciva dalla città romana, lasciando a sinistra la torre romana, trasformata poi dai Longobardi, dai Normanni e successivamente nelle varie epoche sino ad assumere l’attuale aspetto di “Castello Ducale”, che attualmente ospita il museo archeologico di SESSA AURUNCA.
Verso il lato occidentale dal decumano, dal FORO ROMANO, si usciva dalla cinta muraria romana, della quale restano interessanti tracce e si giungeva al Criptoportico che ora si trova sotto l’attuale convento di San Giovanni .
o foto del CRIPTOPORTICO

IL CRIPTOPORTICO
Il Criptoportico è il monumento più grandioso del complesso archeologico di SESSA AURUNCA. Tra tutti quelli esistenti in tutta Europa è il più grande e meglio conservato.
E’ posto fuori dai resti delle mura romane, nei pressi di quello che si ritiene fosse l’allora FORO ROMANO, su una terrazza, sul lato occidentale dell'abitato, sotto l’attuale convento di San Giovanni .
L'archeologo Amedeo Maiuri nel 1926 si interessò delle indagini e degli scavi. Il Criptoportico, con due corridoi paralleli di oltre 120 metri, ha avuto certamente carattere pubblico, in epoca romana, probabilmente era utilizzato a spazi al coperto per gli allenamenti e spogliatoi dei gladiatori. Sono in progetto rilievi topografici della zona del Criptoportico, che permetteranno di identificare l’asse nord–sud del Criptoportico e verificare se coincida o meno con l’asse nord–sud del sottostante Teatro detto “romano”, il che farebbe confermare o meno gli usi e la destinazione degli ambienti.
o foto del TEATRO ROMANO

IL TEATRO ROMANO
Il bellissimo ed imponente TEATRO ROMANO , subito sotto il Criptoportico, è posto a sud al di fuori della cinta muraria romana.
La costruzione dell'edificio presenta caratteristiche e struttura greca, in gran parte scavato nella roccia, forse risalente agli stessi Aurunci , anche se ritenuti dai romani : “popolazione poco evoluta”.
Tuttavia si pensa sia stato costruito ex novo, ai tempi dell’imperatore AUGUSTO in un periodo di floridezza per SESSA AURUNCA.
Si ritiene che verso il 100 d.C., la cognata dell’imperatore ADRIANO, “MATIDIA MINORE”, facesse restaurare l’edificio.
MATIDIA , avendo finanziato la ricostruzione, tra le tante altre statue che fece realizzare nel TEATRO, volle essere rappresentata con la statua della divinità salvatrice : “AURA”.
La bellissima statua di MATIDIA MINORE, con le vesti svolazzanti, in porfido nero e marmo bianco, è conservata nel museo di SESSA AURUNCA, al Castello Ducale assieme ai resti di altre magnifiche statue, tra cui quelle degli imperatori TRAIANO e ADRIANO.

o foto della statua di MATIDIA MINORE

o foto della statua dell’imperatore ADRIANO


Solo alla fine del IV secolo d.C il Teatro venne spogliato e smantellato.
Approfondite indagini vennero compiute fra il 1994 e 1999.
Il TEATRO è stato portato alla luce nel 2003. Era capace di ospitare oltre 8.000 spettatori, aveva colonnati che raggiungevano l’altezza di circa 20 metri , una cavea di circa 110 metri di diametro e gradinate in calcare bianco. Il palcoscenico rialzato di circa 40 metri di diametro, aveva tre ordini sovrapposti di 84 colonne, con i relativi capitelli, architravi, fregi vari, statue, con marmi provenienti dall'Egitto, dalla Numidia e dalla Grecia.
Nelle varie epoche, colonne, capitelli e statue, vennero asportati e utilizzati in altri edifici.
Nel medioevo, per ottenere la calce, vennero fusi molti marmi del TEATRO.
Gli impianti idrici delle fontane e quelli delle acque di scarico risultano, ancora,
in ottimo stato di conservazione.
Esistono i resti di una monumentale scala d’accesso al TEATRO, di cui si devono accertare : la quota d’accesso e la vera utilizzazione imperiale, anche in connessione con l’uso del Criptoportico.

IL PONTE degli AURUNCI Il Ponte degli AURUNCI, attraversa il Rio Travata, raggiungeva la via APPIA antica, dalla quale dista circa 300 metri. Il ponte faceva parte della vasta rete di vie romane e della via ADRIANEA, voluta dall’imperatore ADRIANO, nel primo secolo dopo Cristo. Si pensa avesse attività daziaria con funzione di una “statio”.
Il ponte è a struttura romana, lungo circa 170 metri, con 21 arcate a tutto sesto, di circa 20 m. di altezza.
Sono conservati, ancora, tratti della pavimentazione antica realizzata in blocchi vulcanici : basoli di trachite.
Il ponte è situato a circa 1,5 Km a sud dalla città di SESSA AURUNCA, nei pressi di AVEZZANO e SORBELLO.

CONCLUSIONI
Agli architetti ed agli archeologi ufficialmente incaricati, unitamente ai loro collaboratori, viene demandato il compito di redigere progetti e dirigere i lavori, predisporre gli atti contabili, dar luogo ad ogni iniziativa che riguardi la tutela dei valori storici ed artistici legati ai luoghi. Compito assai arduo, perché tutta SESSA AURUNCA avrebbe diritto di essere “tutelata” come patrimonio dell’umanità.
Fortunatamente i valori archeologici di SESSA AURUNCA sono molto ben conservati e protetti dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Napoli e Caserta, la quale sta portando avanti un progetto di studi e ricerche di ampio respiro, ora soprattutto, nella zona del teatro romano e del criptoportico, che nasconde ancora rilevanti sorprese.
Allo scopo di migliorare la salvaguardia dei beni archeologici e culturali di SESSA AURUNCA sarebbe opportuno tenere attivi canali amministrativi ed economici in grado di coordinare i rapporti tra i vari organi preposti alla tutela dei monumenti , ed i privati , in modo da facilitare, anche, l’aggiornamento e la compilazione degli elenchi descrittivi necessari .
Sarebbe auspicabile, tra l’altro, la pubblicazione e la divulgazione di una cartografia archeologica chiara, completa e sempre aggiornata della città, con piante e sezioni.
Grazie anche alla gentilezza degli abitanti della zona, che dimostrano, con coscienza collettiva, quanto amino la loro terra, la propria storia e l’archeologia, é possibile visitare i vari monumenti e gli infiniti luoghi archeologici ancora intatti della zona.

o aerofotogrammetria della zona
o ipotetica ricostruzione della FELIX SUESSA Romana

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